Storia - Terza parte

LA STORIA DEL MUSEO DELL'AUTOMOBILE DI SAN MARTINO IN RIO (Terza parte )

Sono trascorsi quasi sessant’anni dall’arrivo delle prime auto d’epoca a San martino in Rio, e quasi cinquanta dal giorno in cui la grande avventura del reperimento del pezzi trovò il suo definitivo ordinamento in un apposito fabbricato. Ebbene, in tutto questo tempo il nostro beneamato Museo ha vissuto la sua grande ora tempestosa: in una calda sera del giugno 1975 Barighin si spegneva improvvisamente ed inaspettatamente, davanti a quel Bar Sport che era stato il luogo di convegno degli appassionati. Nello spazio di pochi mesi il Museo, che già da qualche anno aveva ridotto i suoi effettivi lasciando, per circa un terzo, spazio ad un'officina, si vuotava; il materiale, tranne una dozzina di pezzi, si trasferiva a Panzano (Modena) e restava solo un locale di circa 150 metri quadrati di proprietà del socio Vellani a breve distanza dal Museo. Gli eredi di Barighin hanno tenuto duro. Superato lo smarrimento, verso la fine del 1981, di nuovo libero lo spazio già occupato dall'officina meccanica, venne bloccato dai soci che ridiedero vita ad un Museo, più piccolo sin che si vuole (lo spazio bastava per una trentina di macchine), ma ora strutturato non più su di un'unica grande collezione, bensì sulle minori raccolte di una dozzina di amici (qualcuno anche con una sola automobile). Il materiale disponibile era sufficientemente valido sia per rappresentare, l'evoluzione del mezzo meccanico nel tempo, sia per costituire un utilissimo strumento di manifestazioni e mostre itineranti, cioè uno splendido gioco per il tempo libero. In definitiva un'araba fenice risorta dalle ceneri e, verosimilmente, più protetta, nei confronti di eventuali nuovi incenerimenti, dall'esistenza di una moltitudine di padrini.