|
Cose morte, cose da guardare. Questo non è un museo. Le cose che vi sono contenute sono vive. Saranno, se volete, "tenute" vive, ma vivono. La civiltà della macchine, con il suo fluire di leggi mercantili, economiche, tecniche è la civiltà più cannibalistica della storia dell'umanità, mangia la coda a sè stessa ad ogni giro di tempo. Le invenzioni incalzano: più avanti, sempre più avanti: via, correre, buttare, far sparire, all'insegna dell'efficienza e della comodità. Che? Ciò che deve essere gettato via non è costato nulla all'uomo? Quanti sudori, quante lotte, quanto sangue su questa girandola! C'è allora chi ci ripensa. Chi non ha il coraggio di distruggere. Chi conserva di queste cose l'immagine e il concetto che le vide nascere, la meraviglia e lo stupore di un tempo. Quindi raccogliere, curare, ripristinare. Altro danaro, altra fatica, altre lotte. Ma, alla fine, la ricompensa: eccole lì, allineate, lucide, pronte a riprendere la strada di un tempo, le mirabili "ancetre", le "nonne". E oggi, tuffati in una specie di sogno improvviso, trascorreremo tra le nostre vecchie automobili alcuni momenti indimenticabili. Non diciamo nulla delle forme, le miriamo. Pochi i numeri: certe curiosità tecniche meritano un maggior approfondimento. (Vic)
Torna al menù |